27 maggio 2018 ore 19.00

27 maggio 2018 ore 19.00

VIAGGIO DI PSICHE
da Amore e Psiche di Apuleio

scritto e narrato da Sista Bramini
musica di Giovanna Natalini
co-produzione O Thiasos TeatroNatura e
Pianpicollo Selvatico (Cantieri Immateriali)

http://www.thiasos.it/wp/cosa-facciamo/creazioni-teatrali/viaggio-di-psiche/

Prima Rappresentazione:  Crypta Romana, Cuma (NA), 24 settembre 2016, Perogetto Anemos MiBACT, Parco archeologico dei Campi Flegrei, O Thiasos TeatroNatura, direzione artistica di Sista Bramini

Viaggio di Psiche, tratto da Amore e Psiche di Apuleio, narra le peregrinazioni dell’Anima per riuscire a congiungersi con l’Amore. Ancora oggi questa storia, in cui i significati nascosti e palesi si aprono a mille interpretazioni (mistiche, psicoanalitiche, letterarie, esoteriche…), affascina il pubblico. Psiche per la sua bellezza è adorata da tutti, ma nessuno entra in una vera relazione d’amore con lei che si sente fredda, triste e sola. La sua immagine idolatrata, sfruttata in vario modo, finisce per sostituire il culto di Afrodite finché la dea decide di punire la stoltezza umana facendo innamorare la ragazza di un mostro… ha inizio così la tribolata iniziazione di Psiche all’Amore.

Ogni mito è, prima di tutto, una narrazione orale delle origini fatta per essere ascoltata dal vivo. La struttura archetipica di Viaggio di Psiche rende il racconto magnetico e attraverso il suono della parola, voce universale dell’anima, le radici della sua sapienza iniziatica possono svelarsi. L’immaginazione narrante di Sista Bramini incarna e scolpisce l’irrinunciabile flusso musicale, composto da Giovanna Natalini, in vicende e personaggi e trasporta il pubblico accanto a Psiche mentre, nel suo viaggio per imparare ad amare, spezza la sua gabbia dorata e si sottopone a prove che non è in grado di affrontare.
Qui la massima errare humanum est, prende un significato nuovo. Solo il coraggio di errare, nel doppio senso di vagare e sbagliare, renderà Psiche compiutamente umana, libera di amare e felice, cioè, secondo il linguaggio mitico, divina. Se l’eroe della cultura patriarcale vince i mostri e squarcia le tenebre, è proprio accettando la sua vulnerabilità che Psiche, tenace nel suo desiderio d’amore, si apre all’aiuto di forze e dimensioni prima sconosciute prefigurando per noi una nuova, ormai necessaria, sensibilità. Nella natura attraversata da lei, gli esseri viventi ( formiche, venti, canne palustri, aquile, divinità, mostri…) diventano alleati, personaggi agenti e decisivi. Il mito, nella sua inattualità, aprendo il nostro sguardo sull’origine, lo spalanca sul declino della nostra cultura che, disumanizzata e narcotizzata in immagini asservite al mero mercato, dimentica la propria anima e il suo compito d’amore. Eppure, attraverso la narrazione che lo fa rivivere, il mito ci rivela che in noi abita ancora una Grecia psichica (Hillman) sensuale e complessa, irriducibile a facili scorciatoie come a moralismi e integralismi: quando si crede di averlo compreso, il mito si rivolta nel suo contrario stimolandoci a cercare ancor più in profondità il senso del nostro agire e desiderare. E se gli dei non sono modelli di condotta, possiedono una virtù per noi oggi necessaria: non sono mai tristemente separati dalla natura ma fusi con essa, accolgono gloriosamente la moltitudine dei viventi.

La musica originale di Giovanna Natalini non illustra mai, ma evoca la segreta affinità tra luoghi naturali e paesaggi del sentimento, e si proietta prima e oltre la distinzione tra tessitura elettronica (immaginale e onirica), lacerti di citazioni musicali date in strumenti culturalmente codificati e suono naturalistico. In una misterica corrente musicale, si crea, guizza, si posa, snodandosi davanti al pubblico, una narrazione teatrale radicata in un corpo quasi danzante. Immerso nel turbinare della vicenda mitica, lo spettatore vi proietta la propria ricerca d’amore scoprendo l’esistenza di una pienezza vitale che non fugge dinanzi alla tristezza e lo scoraggiamento, ma impara a trasformarli. Sista Bramini
“La storia iniziatica di Amore e Psiche, indica una via evolutiva: imparare ad accettare le circostanze, lavorare con quello che c’è, non inseguire un io vincitore, ma essere parte di una rete in cui i nodi si nutrono vicendevolmente facendo circolare l’energia. Ho seguito questa linea, non ho cercato di imporre una grammatica, una mia ricerca formale, una coerenza timbrica, ho ascoltato la narrazione con tutto il mio essere umano vivo in questo millennio con tutte le stratificazioni cognitive e culturali della mia propria vicenda umana.Così ho usato campioni di suoni naturali, pezzi di musica di autori di ogni epoca, suoni sintetizzati da me con modelli fisici, ho scritto forme chiuse e pezzi totalmente improvvisati. La musica è parte della narrazione, il controcanto oltre le parole, ispirato alla tradizione liederistica romantica e all’improvvisazione libera.” Giovanna Natalini

Lo spettacolo, creato in una residenza immersa nell’alta Langa per il progetto Cantieri aperti della nascente “Casa per la Ricerca Pianpicollo Selvatico” diretto da Alice Benessia, si è anche ispirato all’acustica viva del paesaggio circostante. La registrazione di quei suoni naturali, alla base della creazione musicale di Giovanna Natalini, si deve ad Antony Di Furia assistente di Davide Monacchi del Conservatorio di Pesaro da anni impegnato in prestigiosi progetti di ricerca di ecoacustica sul campo.

Giovanna Natalini

Si è formata nel mondo della musica classica, studiando composizione presso il Conservatorio di Santa Cecilia. Interessata ad ampliare l’incontro con la ricerca artistica, intreccia le potenzialità della musica elettronica e dell’improvvisazione, sviluppando il suo percorso musicale con installazioni sonore in stretta connessione con il luogo ospitante, in una ricerca del senso del suono in sessioni individuali e di gruppo, e indagando l’improvvisazione “a più voci” con pittura e danza. Come compositore di teatro ha collaborato con O Thiasos TeatroNatura e il Teatro della Memoria e con la casa editrice EMONS specializzata in audiolibri. Dal 1998 accompagna come pianista le Danze Sacre di Gurdjieff, con M. Martinu e J. Wilkinson in seminari e dimostrazioni pubbliche. Dal 2003 lavora a RAI RADIO3 come esperto di musica. Le sue composizioni acustiche ed elettroniche sono state eseguite in importanti festival e stagioni musicali in Italia e all’estero. Viaggio di Psiche è una nuova tappa della ricerca, dove tutte le esperienze precedenti trovano una nuova sintesi nutrita dalla collaborazione con il narrare di Sista Bramini. (www.giovannanatalini.com)

Sista Bramini

Sista Bramini, una donna aedo, una griot occidentale capace di far vibrare la natura riportando in vita i miti fondanti della nostra cultura classica. In modo sistematico l’artista romana continua a narrare gli elementi della natura con il linguaggio bello e violento della mitologia.” F. Mascagni, L’Unità, 2 giugno 2013

Dirige la compagnia teatrale O Thiasos TeatroNatura in numerosi spettacoli presentati in parchi, riserve naturali, giardini storici e siti archeologici in Italia e all’estero. Sviluppa da più di vent’anni un progetto, divenuto un punto di riferimento culturale, sull’incontro tra teatro, luogo naturale, ricerca personale e coscienza ecologica collaborando con varie università ed enti culturali ( Musei e Soprintendenze) in progetti speciali. Il suo è un teatro d’ensemble, essenzialmente d’attore, che s’immerge e si snoda nel paesaggio al tramonto e all’alba, dialogando con gli elementi naturali e culturali presenti, senza ausilio di palchi, luci e amplificazioni artificiali. Nel 2000 vince il premio di Europarc come “miglior progetto d’interpretazione del territorio” e nel 2011 con La leggenda di Giuliano da Flaubert, la seconda edizione dei Teatri del sacro (Federgat). Come attrice narratrice, in un contatto diretto con il pubblico, assorbe le atmosfere del luogo per irradiarle in un atto performativo in cui la parola è radicata nella danza sottile del corpo e, legato spesso al mito classico, è accompagnato da musica vocale e strumentale dal vivo. In Viaggio di Psiche la sua ricerca artistica si apre a una sperimentazione con la musica elettronica di Giovanna Natalini che tiene conto del precedente percorso. (www.thiasos.it)