de natura sonorum - compositori

de natura sonorum – compositori

Compositori Horaţiu Rădulescu https://en.wikipedia.org/wiki/Hora%C8%9Biu_R%C4%83dulescu Gérard Pape https://www.jstor.org/stable/3681799?seq=1 Ronald Bruce Smith https://www.northeastern.edu/interarts/ronald-smith/ Vincent Eoppolo http://www.vareselectronique.com/2017/03/08/la-musica-di-vincent-eoppolo/

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de natura sonorum - programma

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de natura sonorum Mattatoio dal 25 nov al 9 dic 2019

de natura sonorum Mattatoio dal 25 nov al 9 dic 2019

http://www.teatroinscatola.it/de-natura-sonorum-9-dicembre/ I mille volti della musica elettroacustica concerto con Walter Branchi, Francesco Cuoghi e Maurizio Barbetti   Mattatoio – Pelanda – Foyer 2 ingresso libero…

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MATTATOIO ROMA 9 dicembre 2019 (h 20.30)

MATTATOIO ROMA 9 dicembre 2019 (h 20.30)

I mille volti della musica elettronica
Introduzione di Walter Branchi

Live electronics
Francesco Cuoghi, chitarra ed elettronica
Maurizio Barbetti, viola ed elettronica

Per ascoltare correttamente dovremmo immergerci rispettosamente nei rumori dell’ambiente, nel pulsare del mondo; farne parte. Dovremmo essere capaci di sentire il respiro dei presenti…
Alla fine dell’ascolto si consiglia di non applaudire, ma lasciare che l’ambiente, dolcemente, torni ad ammantarci tutti …

“Voltarsi, piano” (durata 4’25”)
Il titolo di questa composizione, per coro di voci miste, prende spunto dallo scritto introduttivo di Giulio Donati al libro di poesie di Rainer Maria Rilke “Requiem”. Non è un titolo programmatico, né tantomeno storico, ma semplicemente indica il mio ‘affettuoso’ omaggio e desiderio di perdermi in quello che è apparentemente lontano da me cui, attraverso delicati fili mi sento legato. E lo faccio in modo piano, disadorno, essenziale. Quello di voltarsi, rivoltarsi,’ arrovesciare’, muovere qualcosa in una direzione opposta o diversa rispetto a ciò che dovrebbe essere secondo l’aspettativa dei più, è anche la mia condizione di vita normale.

“…E le rose sanno il resto …” (Déploration sur la mort d’un ami) (durata 3’50”)
Alla memoria dell’amico compositore Guido Baggiani, grande estimatore della cultura francese cui sono stato legato da profondo affetto e considerazione per oltre cinquant’anni, dedico questo lavoro nato come grande “interrogativo” al quale, forse, soltanto le “rose” sapranno dare risposta. Il titolo del brano è una mia variante di quello di una poesia di Emily Dickinson: “E gli angeli sanno il resto…”:

“Mi nascondo nel mio fiore
Perché portandolo sul petto –
Tu – senza saperlo, porterai anche me –
E gli angeli sanno il resto!”.
Settembre 2018
Ora, di Terra… (durata 8’12”)

È un lavoro di qualche anno fa ed è una delle parti di “Intero” maggiormente eseguita. Si tratta di un contrappunto dove ognuna delle “voci” deriva da una struttura d’intervalli “presa” a diverse altezze di un unico spettro sonoro. Nell’ascolto di questo pezzo sarebbe importante trovare se stessi per poi perdersi nella consistenza pastosa dei suoni e nell’incomprensibile farsi e disfarsi delle loro configurazioni.

Ronald Bruce Smith Five Pieces for Guitar and Live Electronics (2007)
(1957) I Echoes, II Lacrymal, III Brunete, IV Saudade, V Stèle

Horaţiu Rădulescu Frenetico il Longing di Amare op. 56 (1984-87)
(1942-2008) viola ed elettronica
Vincent Eoppolo Transmogrification (2019) per viola ed elettronica
Gérard Pape Le fleuve du desire VI
(1955) per viola ed elettronica

Concorde (durata 10’57”)

Si tratta di un lavoro per soli suoni di sintesi basato sulle trasformazioni di una struttura sonora flessibile che a fasi alterne passa dal “suono” al “rumore” e viceversa, o se si preferisce, da situazioni armonicamente a fuoco ad altre sfocate, o non armoniche. Pur trascendendo qualsiasi concatenamento di tipo tonale, è interessante notare come intervalli “forti”, quali ottave, quinte e anche unisoni, trattati in modo “sospeso” nella tessitura sonora, siano in grado di polarizzare, ovunque si presentino, qualsiasi altro materiale.

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Walter Branchi
Non mi piace l’immagine ritagliata dal continuum della mia vita, come avviene leggendo i curricula nei programmi dei concerti. Non m’interessa essere garantito dal passato, circoscritto da parole che dicono quando sono nato, che ho fatto ieri, da dove vengo. Detesto quelle inutili note: io sono come sono … qui e ora, esattamente come una foglia d’erba o un fiore di rosa che non abbisognano di descrizioni per sussistere, né tanto meno per essere apprezzati. Non ci tengo a essere ricavato dalla congerie degli eventi: voglio rimanere come sono … non-definito.
La stessa cosa vale per la musica che compongo. Essa chiede soltanto di essere ascoltata e perciò non vuole attributi: stili, epoche, periodi, generi, scuole.
Allora che si può dire? Come si può facilitare una persona non avvezza all’ascolto di questo tipo di musica? … Nulla … Nulla si può dire dall’esterno, con concetti e parole che ci isolano dall’inscindibile Intero cui apparteniamo.
Ascoltare attentamente è l’unica cosa, senza essere confusi da descrizioni e belle frasi che distraggono dall’ascoltare l’ascolto.
Il voler essere non-definito potrebbe apparire come un modo per essere definito, ma non è così perché il mio desiderio è, semplicemente, non essere separato, ma rimanere imbrigliato nelle cose del mondo e della Terra.
Maurizio Barbetti (viola) Dopo il Diploma di Viola frequenta i Ferienkurse di Darmstadt studiando con Stefan Georghiu e Irvine Arditti; quest’ultimo gli consegnerà il Darmstadt Preis nel 1992. Nello stesso anno vince anche il Premio Internazionale di interpretazione Iannis Xenakis di Parigi. Ha inoltre studiato Sociologia, Fenomenologia, Psicologia e Pedagogia della Musica al Conservatorio di Perugia con, fra gli altri, Anna Maria Freschi. Ha insegnato nei Conservatori di Mantova, La Spezia, Matera, Istituto Pareggiato di Reggio Emilia e Accademia della Musica di MilanoSi è esibito come solista nelle più importanti sale del mondo: La Scala di Milano; Filarmonica di Berlino; Radio di Berlino; Mozarteum di Salisburgo; Opera di Nizza; Biennale di Venezia; Fondazione Gulbenkian di Lisbona; Amburgo (Staatsoper); Cochrane Theater di Londra; Darmstadt; Koln (Wdr); Witten, Francoforte; Hannover; Heilbronn; Rottenburg (Sudwestfunk); Wurzburg; Bonn; Bremen (Radio Bremen); Dresda; Lipsia; Monaco (Konzerthaus, registrando per la Bayerisher Rundfunk il concerto per viola di K.K. Hubler diretto da Robert HP Platz); Friburgo; Baden Baden; Bamberg; Belfast (Bbc); Parigi (Radio France); Strasburgo (Parlamento Europeo); Lyon (Grame); Orleans (Semaines Musicales Internationales); Lille; Siena (Accademia Chigiana); Auditorium di Milano; Roma (Teatro Nazionale); Conservatorio di Milano; Venezia (Sonopolis, Teatro La Fenice); Ravenna Festival; Torino; Madrid (Centro Bellas Artes; Centro Reina Sofia); Oporto; Mexico (Festival Internacional Cervantino); Rotterdam (Igic); Tel Aviv; Jerusalem; Bucharest (Ateneum); Innsbruck (Konservatorium); Finland (Time of Music); Vienna; Sapporo; Tokyo……. spesso accompagnato da prestigiosi gruppi come l’Ensemble Koln (di cui è stato prima viola solista dal ’92 al ’96); l’Ensemble Recherche Freiburg; Ensemble Concorde Dublin; Icarus Ensemble; Roma Sinfonietta; Monesis Ensemble; Modus Novus di Madrid e da importanti orchestre come Orchestra dell’Opera di Nizza; Orchestra della Radiotelevisione di Dublino, Orchestra Internazionale d’Italia; Euroasian Philarmonic Orchestra di Seul.
Ha eseguito in prima Irlandese “Chemins II” di Berio per viola e orchestra con l’Orchestra della Radiotelevisione di Dublino diretta da Friedrich Goldmann. Il Concerto è stato trasmesso in diretta dalla BBC Radio3.

Francesco Cuoghi (chitarra)
si è diplomato presso il Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli. Ha frequentato i Seminari dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena, l’Atelier de Recherche Instrumentale dell’IRCAM di Parigi, i Ferienkurse di Darmstadt. Ha inoltre studiato composizione privatamente con Nazario Carlo Bellandi e Aldo Clementi; musica elettronica (Max/MSP) alla F.P.A. dell’Ottava di Roma. E’ titolare della cattedra di chitarra presso il Conservatorio L.Cherubini di Firenze.
Suona su copie di strumenti d’epoca e vari strumenti moderni: chitarra a dieci corde, chitarra elettrica, chitarra midi. Dal 1985 ha iniziato l’esecuzione di opere con Live electronics con vari dispositivi elettroacustici. Con la nuova generazione dei microprocessori utilizza software dedicati audio-video: Max5, Csound, etc.
Svolge attività concertistica come solista e in formazioni da camera. Ha suonato in Italia e in Europa nelle rassegne: Festival delle Accademie Estere (Roma), Fabrikomposition (Zurigo), Concert de Ville (Ginevra), La chiesa di Vivaldi a Venezia (Venezia), Contemporanea-Musica nel nostro tempo (Teramo), ecc. Particolarmente attivo nella musica contemporanea ha fatto parte dell’”Ex Novo Ensemble” di Venezia, del “Gruppo di Roma”, (direttore G.Sinopoli), ha tenuto prime esecuzioni di: F.Pennisi, A.Brizzi, M.Molteni, G.Giuliano, E.Zaffiri, M.Giri, W.Branchi registrando per Edipan, Rugginenti, R.A.I.
Nel 1986 è stato tra i fondatori dell’Associazione Musicale Orphée di Pesaro per la promozione degli strumenti a pizzico (chitarra, arpa, clavicembalo, liuto) ed è direttore artistico dell’ “Ensemble Orphée”. All’interno dell’associazione ha svolto ininterrottamente attività musicale attraverso manifestazioni concertistiche, corsi di perfezionamento (Gradara, Orta S.Giulio), convegni: Minimal music, Anton Webern, Roland Barthes e la musica, Giovanna Sandri, Notazione, (Urbino, Roma); ha pubblicato articoli su: A.Hába, B.Maderna, Steve Reich, ecc. Ha scritto varie composizioni per chitarra sola e con strumentazione elettronica.

http://www.todaysmusic-rome.com/wp/

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